Lo confesso, la mia è una natura incline al
pessimismo. Piuttosto che illudermi e poi dover subire delusioni terribili,
preferisco volare basso e poi semmai gioire per eventi positivi inaspettati.
Non so se questo modo di essere profondo influisce
anche sui giudizi tecnici: penso di si, perché è inevitabile.
Noi vediamo la realtà con il nostro punto di vista
che è fatto di ragione, competenza (quando c'è) e anche emozioni, stati d'animo, atteggiamenti caratteriali.
Questo vale, in tutti i casi, per tutte le
persone.
Oggi la mia idea è questa: le cinque vittorie
iniziali hanno illuso, anche inconsciamente, molti tifosi sulle potenzialità
ATTUALI di questa squadra.
Si spiegano così le lamentele per i pareggi di
Palermo, Genova e persino contro la juve.
Dal mio punto di vista la questione è un po'
diversa.
Logico che a Palermo si poteva davvero vincere.
Quando abbiamo preso stupidamente il gol del
pareggio mi sono inc… adirato come pochi. E lo stesso quando Biabiany ha
sfiorato di un nulla il gol del definitivo vantaggio.
Quando l'arbitro ha ingiustamente espulso Murillo
anziché Vazquez, ho levato al cielo le mie urla silenziose contro il sistema
arbitrale moggiano-ovino che ci priva di punti importanti.
Poi ho cominciato a analizzare (scusate il termine
presuntuoso) l'andamento della squadra in queste otto partite cercando di
andare oltre il risultato, che nel calcio è quasi tutto (è tutto quando è un
risultato definitivo: piazzamento finale in campionato, in una coppa, ecc).
Dico otto partite perché non considero
significativa la partita con la Viola. Troppi elementi anomali, a cominciare
dal rigore iniziale inesistente hanno a mio parere reso quasi del tutto
inattendibili i risultati di quella gara.
Delle altre otto partite ne abbiamo vinte cinque,
quelle iniziali, e pareggiate tre, le ultime.
In nessuna di queste partite abbiamo prevalso
nettamente o gli avversari hanno prevalso nettamente.
Abbiamo pareggiato le tre più difficili (trasferte
con Samp e Palermo, intervallate dal confronto interno con la juve).
Potevamo vincerle, tutte e tre.
Ma potevamo non vincere ciascuna delle prime
cinque.
Nel senso che si è trattato di partite equilibrate
sul piano del gioco e delle occasioni.
Abbiamo pareggiato con il Palermo anche per tre errori
difensivi nella stessa azione (Nagatomo fuori posizione, Medel che non sale
tenendo in gioco il Gila e l’errore che ha causato l’angolo) ma per esempio
abbiamo vinto con l'Atalanta in casa, grazie a un loro marchiano errore
difensivo al '93.
Se guardiamo al numero di occasioni, in ogni
partita (e ancor di più alla successione cronologica delle stesse, elemento
fondamentale) non possiamo dire di aver sovrastato nessuno. E neppure,
ovviamente, di essere stati sovrastati.
A questo punto per conto mio risulta evidente che
aldilà delle scelte sui singoli, sugli atteggiamenti tattici e su tutta una
serie di altre questioni, per altro fondamentali proprio nelle situazioni di
equilibrio, questa è la nostra dimensione attuale: siamo una squadra non in
grado di imporsi su nessuna rivale, ma
siamo un avversario molto coriaceo per tutti.
Potremmo dire che le cinque partite più “facili”
le abbiamo vinte. Le tre più impegnative le abbiamo pareggiate.
Non è poco.
Negli anni scorsi non era così.
Che nessuno ci abbia messi sotto è un grande dato.
Che spesso si sia riusciti a prevalere in partite
comunque “tirate” non può essere un caso.
Questi grandi numeri (otto partite sono un test
significativo) ci dicono a mio parere che oggi non siamo attrezzati per il
vertice.
Si può sempre sperare di crescere (le possibilità
ci sono) e in questa prospettiva diventa fondamentale acquisire ogni punto
possibile oggi, per sfruttarlo domani.
Ma secondo me si deve riconoscere che il bottino conseguito
sino ad ora rispetta le nostre potenzialità del momento.
Naturalmente al netto degli “errori” arbitrali.
Che qualche punto ce l'hanno sottratto (senza per questo che si modifichi il
giudizio complessivo sulla nostra qualità del momento).
Che avremmo incontrato problemi di questo tipo, in
un Paese calcisticamente incivile (parlo di dirigenti federali e arbitrali) lo
sapevamo e dovremo tenerne conto anche il giorno in cui davvero diventassimo
competitivi ai vertici.
Però, lo ripeto, la mia opinione è che qualche
punto rubatoci ci farebbe molto comodo, ma non modificherebbe sostanzialmente
la nostra collocazione attuale tra le forze del campionato a livello di valori,
non di classifica
La partita
Il Mancio affronta la partita con un
atteggiamento...papista (o papiano, non saprei).
Nel senso che sembra aver fatto proprio l'assunto
del nostro amico genovese secondo cui si vince con tanti attaccanti che
difendono e non con tanti difensori che attaccano.
Su dieci giocatori di movimento, sei sanno soprattutto
attaccare (Naga, Telles, Guarin, Jovetić, Perišić, Icardi), tre sanno soprattutto
difendere (Miranda, Murillo e Medel), il decimo (Kondo) ancora non si sa.
Ma mutando le caratteristiche degli addendi... il
risultato non cambia.
Nel senso che gli avversari, magari inferiori
tecnicamente nel complesso, finché hanno fiato e corsa, per cui riescono a
muoversi corti, stretti, con grande intensità e eventualmente con ripartenze
veloci da cui rientrano rapidi come leprotti, ci mettono in difficoltà.
Nel primo tempo credo che noi non abbiamo fatto un
tiro in porta.
E loro, se non sbaglio, uno solo pericoloso.
In linea con tutte le precedenti prestazioni (due
gol segnati in tutti i primi tempi, ho letto).
Nel secondo tempo, quando i ritmi sovraesposti non
possono più essere mantenuti le cose cambiano.
Al punto che persino quando siamo rimasti in dieci
abbiamo creato più di loro.
Naturalmente si può dire che la differenza sia
stata prodotta dalle variazioni tattiche (per esempio dall'ingresso di una vera
ala sulla destra, Biabiany).
Ma non c'è controprova.
Magari con il francese in campo dall'inizio nel
primo tempo avremmo preso gol.
Perché ogni medaglia ha il suo rovescio.
Il mio convincimento (opinabilissimo,
naturalmente) è che davvero il francese ha aperto il campo in fase offensiva e
nel contempo il Guaro, riportato centralmente, ha accentuato la sua
pericolosità, ma che in questo modo la copertura poteva essere minore e la
soluzione ha potuto rivelarsi proficua in un momento in cui gli avversari
avevano perso intensità e si erano allungati.
Disquisizione poco interessante, perché già
martedì si potrà avere la controprova (sia pure contro un avversario in teoria
inferiore al Palermo).
Sempre che davvero il Mancio decida di schierare
dall'inizio due punte, due ali, due terzini offensivi e due soli centrocampisti
(è chiaro che Guarin, anche schierato tendenzialmente sulla destra, è un terzo
centrocampista, come lo era stato Brozovic in precedenza).
Chiaro che se i nostri riusciranno tutti a
rientrare e avanzare tempestivamente, tenendosi corti e compatti per tutto il
match, potremmo giocare con questo modulo e, avendo una buona dose di classe,
almeno in alcuni reparti, avremmo risolto molti dei problemi di competitività
Però oggi la vera questione è che, chi metti
metti, i nostri hanno poco ritmo e poca intensità, come mostrano le statistiche
dei minuti corsi, se dobbiamo ritenerle credibili, ma come a me sembra di
osservare anche a occhio nudo.
Naturalmente ci sono
altre possibili spiegazioni per queste ricorrenti dicotomie di comportamento.
Magari giuste, non
pretendo di aver ragione, ma a me non sembrano plausibili.
Parlo del cosiddetto approccio mentale sbagliato e della mancanza di gioco
Se fossi il Presidente e credessi che i miei hanno
la possibilità di aggredire l’avversario e distruggerlo dall’inizio, ma non lo
fanno per una sorta di pigrizia mentale, o di paura, licenzierei immediatamente
l’allenatore. E prenderei Zeman.
Il gioco, per quanto mi sforzi, non ho mai capito
cosa sia se concepito in modo avulso dalle qualità degli interpreti.
Il mio convincimento è che attualmente i nostri
non hanno le capacità tecniche e atletiche per scendere in campo e mettere
sotto assedio l’avversario.
Se dobbiamo attaccare difese chiuse andiamo in
difficoltà e ci offriamo al contropiede (meno degli scorsi anni e questo è già
un risultato).
Solo quando la fatica comincia a farsi sentire e
anche gli avversari si allungano, non riuscendo più a interpretare le due fasi
a velocità superiore, ritroviamo… l’approccio giusto e anche scampoli di bel giuoco (io preferisco dire “di
efficacia offensiva).
Di sicuro infatti ritroviamo pericolosità. Anche
in 10 contro 11 perché se l’avversario vuol vincere, questa condizione
paradossalmente ci regala ulteriori spazi offensivi.
Sulla negatività del primo tempo, credo, siamo
tutti d’accordo
Solo che la spiegazione per me è questa: gli
avversari corrono più di noi, riescono a pressarci alti e nello stesso tempo a
rientrare velocemente così da opporre una difesa fitta alle nostre manovre
offensive e ci costringono ad avanzare con sterili palleggi laterali.
Poi quando prendono palla attaccano in spazi
larghi.
Per quanto riguarda la nostra (in)capacità di
attaccare difese chiuse è un film già visto negli scorsi anni.
Quest’anno però la difesa è molto migliorata (con
Miranda, Murillo, Medel quando gioca dietro, Melo) ed è grazie alla sua tenuta
che riusciamo alla lunga a portare a casa risultati che in passato ci saremmo
sognati.
Riproduco a riprova di queste mie impressioni la
cronaca sintetica del primo tempo, tratta da una fonte neutrale:
42' Inter fino
ad ora impalpabile in fase offensiva. Punteggio sempre fermo sullo 0-0.
39' Palla
vagante dentro l'area del Palermo, Guarin intercetta e colpisce a botta sicura
ma una respinta salva i rosanero
35' Fa girare
palla la formazione nerazzurra, si chiude bene il Palermo che non concede spazi
28' Botta di
Vazquez dal limite e altra bella parata di Handanovič che si oppone prontamente
27' Cross
dalla destra di Rispoli per Gilardino che si inserisce bene ma non inquadra la
porta
23'
Conclusione ambiziosa da parte di Jovetić che cerca il jolly dalla distanza ma
non trova nemmeno la porta
17' Tiro basso
e potente di Vazquez. Handanovič si fa trovare pronto e respinge
16'
Suggerimento preciso per Gonzalez che manca clamorosamente l'appuntamento con
il pallone
9' Scambio
Gilardino-Vazquez, con quest'ultimo che viene chiuso dall'intervento preciso di
Murillo
7' Pressing
altissimo da parte della formazione siciliana che non permette all'Inter di
giostrare palla
4' Spiovente
dalla sinistra raccolto da Gilardino che stacca di testa ma manda fuori dallo
specchio della porta
Come si vede abbiamo concluso poco ma anche
concesso poco
Dunque una parte del lavoro è stato fatto e siamo
più competitivi che in passato.
Ora bisogna migliorare la fase offensiva e non è
impossibile, questo è il mio ottimismo e la mia speranza.
Con il recupero della condizione di qualche
giocatore (Kondo, Ljajić, Biabiany, Palacio, lo stesso Icardi) e magari con
almeno un rinforzo giusto.
Al momento, come diceva qualche amico sul blog, il
problema sta nel rapporto (tecnico) tra Jovetić e Icardi.
Non c’è dubbio che in linea teorica il tandem
Icardi-Palacio (con un Palacio al meglio della condizione) si integri meglio di
quanto non riesca per il momento al tandem JoJo-Icardi.
Jovetić lavora soprattutto per sé, con indubbie
qualità. Palacio si sbatteva generosamente per Maurito.
I problemi ad attaccare le difese chiuse li
avevamo però anche con Palacio, solo che Maurito aveva più spazio.
La mia opinione di tifoso è che si debba lavorare
sull’intesa tra questi due, che si debba trovare almeno un centrocampista che
si inserisce anche senza palla, che infine si debba trovare un ala destra,
perché voglio bene a Biabiany, ma non credo che possa essere la soluzione (poi,
se sbaglio, meglio).
Oggi Biabiany sembra la scoperta dell’acqua calda:
temo che se farà 3-4 partite consecutive sentiremo partire gli insulti dei
tifosi
E poi c’è da valutare l’apporto reale che può dare Ljajić ed in caso trovare il modo di inserirlo con maggior continuità.
Mentre si lavora in questo senso (ricordiamoci che
quasi tutta la squadra è stata rivoluzionata) è necessario perdere meno punti
possibili e restare a galla, verso l’alto.
Poi, se il completamento tattico e organizzativo
(insieme alla crescita tecnica e agonistica) avranno successo, potremo davvero
toglierci soddisfazioni importanti.
Per ora siamo lì e questo conta. Se miglioreremo,
potremo restarci, con qualche ambizione.
Le prestazioni individuali
Handanovič: viene impegnato due sole volte, sempre
da Vazquez e se la cava bene. Sul gol non ha colpe. 6+
Nagatomo: che fosse vivace in avanti si sapeva,
che avesse dei limiti in fase difensiva anche. Sull’azione del gol è fuori
posizione. 6-
Miranda: grande prestazione. Sicurezza assoluta
sull’uomo, registra e guida tutta la difesa. 7
Murillo: qualche imprecisione, ma diversi recuperi
importanti, in velocità. Viene uccellato da Doveri, non da Vazquez. 6+
Telles: si sacrifica e tiene la posizione più del
solito. Mura una conclusione pericolosa di Rispoli. Davanti solo qualche cross
innocuo. 6
Medel: Indispensabile quando si devono contenere
gli attacchi avversari, solo ordinaria amministrazione per quanto riguarda le
fasi di costruzione. Sono le sue caratteristiche e lo si sapeva. 6
Kondogbia: schierato finalmente nel centrocampo a
due fornisce una prestazione incolore, senza guizzi importanti e solo ordinata
in fase di contenimento. 5.5
Guarin: brutto, disordinato, impulsivo. Poi vai a
vedere e in tutte le occasioni da gol (rete compresa) entra da protagonista.
Come è ovvio, fa meglio da centrocampista che da
esterno. 6.5
Jovetić: è il giocatore con maggior qualità ma
dovrebbe incidere di più. Spesso un tocco di troppo una battuta di ritardo: ma
sono errori suoi o conseguenze della scarsa attitudine allo smarcamento di
qualche compagno?
Decisivo nell’azione del gol 6.5
Perišić: il gol è un grande merito. Per il resto
prestazione di sostanza, con tanto sacrificio per proteggere la corsia di
Telles e pochi spunti vincenti. 6.5
Icardi: se fossi severo direi “non pervenuto”.
Invece penso che non sia tutta colpa sua. La manovra attuale dell’Inter non è
fatta per esaltarne le qualità.
Lui si sbatte, ma certo combina quasi nulla. 5+
Biabiany: entra al 56’ e, a sorpresa, spacca il
match. Splendido il controllo nell’azione del gol. Un grande Sorrentino nega a lui la soddisfazione
del gol e a noi i 3 punti. 6.5
Ljajić: una quindicina di minuti giocati in modo
davvero interessante (tra l’altro inventa lui la palla gol per Biabiany). 6.5
Ranocchia: SV.
Mancini: se riteniamo che le difficoltà
(ricorrenti) del primo tempo siano da imputare alle sue scelte sbagliate,
sarebbe da 4. Se invece pensiamo che questo è il livello attuale della squadra
e lui riesce pure a trovare i correttivi giusti al momento opportuno, è da
sette.
Per me è da 6.5.
Luciano Da Vite
Nella foto (Inter.it): Perišić segna il gol del purtroppo
momentaneo vantaggio Nerazzurro: durerà appena sei minuti. Secondo gol in
stagione per il croato.
10 commenti:
Ciao Luciano, volevo chiederti un parere, secondo te il fatto che abbiamo un po' subìto gli avversari nelle ultime tre partite( con i ladri effettivamente noi eravamo in apnea nel secondo tempo) non può essere dovuto anche ad una condizione fisica che non è entrata ad alti regimi? Nel senso, mi sembra che corriamo come ad inizio campionato dove se le altre squadre non erano ancora entrate in condizione ora troviamo più difficoltà proprio perché ad Ottobre la maggior parte delle squadre hanno un'accresciuta forma fisica. Scusa la mia maniera confusionaria con cui volevo esporre il mio pensiero, in breve la mia domanda è questa: non sembra anche a te che non riusciamo a reggere l'accresciuta forma fisica degli avversari in questo periodo?
Cosa ne pensi della prova di Appiah in Primavera? può ripercorrere l'annata di Camara?
Matteo, penso che sono 5 anni che non riusciamo a reggere il ritmo degli avversari, se non per un tempo.
Appiah è veloce come Camara, ma secondo me un po' più prevedibile
io considererei anche che siamo lentissimi nelle ripartenze mi pare che nessuno sappia verticalizzare con velocita' e precisione
a mio modesto parere anche per questo gli avversari riescono a chiudersi in modo piu' efficace
belin che memoria luciano...
lo scrissi direi un anno fa :-D
contesto cmq il voto di jovetic...
una gran palla a biabiany e poi... il nulla...10 palle perse... sempre in ritardo di un tempo di gioco, sempre un dribbling di troppo...sempre lo stesso movimento... ad accentrarsi...
mai una volta che allarghi in fascia su chi si sovrappone... deleterio.
Credo sia lecito domandarsi perchè appunto sono 5 anni che non riusciamo a reggere il ritmo degli avversari, se non per un tempo.
Domani si vince !
E se non si vince sono ca...voli nostri
Wustber: sicuramente la tua osservazione è corretta. Bisogna poi capire quanto ciò che tu dici dipenda dalla incapacità di lanciare o dalla incapacità di smarcarsi per dettare il passaggio profondo e rapido.
Su Jovetic sono in parte d'accordo con Pap. D'altra parte JoJo non lo si cambia ed è l'unico che salta in dribbling l'avversario. A meno che si affermi davvero Ljajic
Dovremmo aver preso per il prossimo anno un giovane macedone che mi dicono molto forte.
Online il post sulle Giovanili di Luciano!
Dico solo che a mio parere abbiamo giocato decisamente meglio le 3 partite pareggiate (sicuramente secondo tempi di Genova e palermo è primo tempo con Juve) che non le 5 vinte. Il calcio è strano...
Parzialmente d'accordo con pap su Jovetic - io lo ricordavo molto ma molto più forte a Firenze - per ora è abbastanza deludente... Anche se la palla per Bianiany è perfetta.
Speriamo bene per stasera.... Se va male temo che la stagione prenda la solita brutta piega degli ultimi anni
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